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BARRIO TALK: FLOW NASA

BARRIO TALK: FLOW NASA

Secondo appuntamento con Barrio Talk. Questa settimana parliamo di rap, genere da sempre legato al mondo streetwear, e in particolare abbiamo deciso di concentrarci sulla scena cittadina e sui talenti emergenti provenienti da essa. Per avere un’idea più chiara di questo mondo abbiamo intervistato Asak e Bearry, componenti del gruppo reggiano Flow Nasa. Il trio, di cui fa parte anche il producer Astroboy, ha raggiunto un numero elevato di ascolti su Spotify (il pezzo “Mezzora” ne conta quasi centotrentamila)  e ad Agosto ha pubblicato il primo album “Flussi d’Incoscienza”.

 

S: Bella Asak, partiamo col domandarti: Com’è nato il gruppo? A quali figure vi siete ispirati nel vostro percorso musicale?

A: Bella, allora tutto è iniziato 5 anni fa: con Astro ci siamo conosciuti a scuola, mentre con Bearry ad un concerto di Salmo. Abbiamo però legato fin da subito avendo gli stessi gusti musicali.

Non abbiamo un punto di riferimento preciso: ciò che ci influenza maggiormente, oltre alla nostra vita, è la musica che ascoltiamo, ovvero la scena rap italiana ed internazionale. Sappiamo essere molto versatili, di conseguenza abbiamo preso spunto da diversi artisti.

S: Okay, parliamo invece dell’album “Flussi d’incoscienza”. Com’è nata l’idea? Quanto tempo ci è voluto per realizzarlo?

B: L'idea di fare un album insieme era già da tempo nelle nostre intenzioni. Sentivamo il bisogno di esprimerci a pieno e dare una dimostrazione del nostro potenziale. Non volevamo seguire la strada percorsa da molti artisti al giorno d'oggi che dedicano più tempo all'uscita di singoli o alla presenza sui social. Avevamo bisogno di far parlare la nostra musica, e appena ci siamo sentiti abbastanza maturi abbiamo iniziato a lavorare al progetto.

Abbiamo iniziato a produrre i primi pezzi intorno a febbraio. Ogni traccia è nata in modo molto spontaneo e nei mesi successivi il progetto ha iniziato a prendere forma. Il periodo di lockdown ci è stato molto d'aiuto per dedicarci all'album: abbiamo avuto tempo di scrivere, provare, registrare e scartare più volte. A giugno il disco era concepito interamente, pronto per essere registrato al Kaboom Studio. 

S: Siete soddisfatti dei tanti stream ricevuti dall’album? È in linea con ciò che vi eravate prefissati inizialmente?

B: Eravamo fin dall’inizio molto soddisfatti di questo album (e lo siamo tuttora) ma non ci aspettavamo un feedback così positivo da parte del pubblico. In ogni caso il nostro obbiettivo non è mai stato legato a finalità di marketing o di successo. Consideriamo questo progetto come la prima pietra per arrivare a qualcosa di più forte e elaborato. Volevamo metterci dentro noi stessi, i nostri amici e i nostri ideali che ci hanno rappresentato in adolescenza. Pensiamo di esserci riusciti.

S: Okay, bene. Parliamo invece in ottica futura: avete già in mente qualcosa per i prossimi mesi?

A: Al momento stiamo progettando nuove idee che non abbiamo ancora sviluppato, dopo l'album vogliamo prenderci un periodo di stop. Nel frattempo usciranno varie collaborazioni per progetti di altri artisti.

S: Bene, l’intervista termina qui ragazzi. Grazie della disponibilità e in bocca al lupo per il vostro futuro!

A,B: Grazie a te, crepi!

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